L’epigenetica (dal greco epì = “sopra” e gennetikòs = “relativo all’eredità familiare”) studia tutte le modificazioni ereditabili che variano il funzionamento dei geni pur non alterando la sequenza del DNA. Per “ereditabile” generalmente intendiamo qualcosa che passa inalterato di padre in figlio, attraverso generazioni. Invece l’ereditabilità della memoria epigenetica avviene (generalmente) tra cellule di uno stesso individuo. L’epigenetica è in realtà alla base dell’esitenza degli organismi multicellulari, cioè del mondo animale e vegetale. E’ infatti prerogativa di questi due regni essere composti da organismi con organi e tessuti diversi e specializzati che però si sviluppano da una singola cellula uovo fecondata e ne mantengono il DNA identico. La comprensione dei meccanismi epigenetici equivale a capire il meccanismo con cui il DNA codifica le sue funzioni. Nel mondo scientifico l’epigenetica è di moda perché proprio negli ultimi anni sono stati scoperti i principali meccanismi molecolari con cui la cellula decide quali dei suoi 25 mila geni far funzionare in un certo tessuto o organo. Il termine epigenetica è assurto recentemente ai fasti dei media perché solo da poco i non addetti ai lavori hanno percepito il suo ruolo centrale in problemi che ci stanno particolarmente a cuore, come la riprogrammazione delle cellule della pelle a cellule staminali, o la trasformazione cancerosa. Io direi semplicemente che l’epigenetica è alla base della biologia così come il DNA è alla base dell’eredità genetica e dell’evoluzione.

Relatore: Federico Cremisi – genetista – Scuola Normale Superiore – Pisa

Laureato in Scienze Biologiche all’università di Pisa nel 1986, ha conseguito il dottorato di ricerca in Biologia Evoluzionistica nel 1990. Dal 1992 è ricercatore presso la Scuola Normale di Pisa. Ha insegnato Biologia dello Sviluppo, Biologia Cellulare e Biotecnologie Cellulari all’università di Pisa; Biologia Molecolare della Cellula e Neurobiologia dello Sviluppo alla Normale di Pisa. Da due decenni studia i meccanismi di formazione delle cellule nervose. Esperto di piccoli RNA (microRNA), ha scoperto i meccanismi con cui alcuni di essi controllano la trasformazione delle cellule staminali embrionali in cellule nervose e la formazione di specifiche cellule nervose della retina. Recentemente ha sviluppato un protocollo sperimentale per riprodurre in vitro lo sviluppo embrionale di specifiche regioni cerebrali (progetto “brain in a dish”). Collabora con laboratori inglesi, francesi e tedeschi di biologia cellulare e neurobiologia dello sviluppo.

 

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