La conferenza ripercorre le scoperte archeologiche e bioarcheologiche riguardanti l’area dell’antica abbazia di San Pietro di Pozzeveri (Altopascio – LU). Dal 2011 una equipe di archeologi e antropologi si dedica nei mesi estivi allo scavo dell’importante sito che si colloca ai margini sud orientali della piana lucchese, lungo le rive di quello che è stato uno dei maggiori bacini lacustri della Toscana, l’antico Lago di Sesto. L’abbazia era inoltre posizionata strategicamente lungo la Via Francigena tra Porcari e Altopascio, e possedeva un ospedale per i pellegrini.  La ricerca archeologica a Badia Pozzeveri presenta diversi caratteri originali: non si tratta infatti solo di ricostruire, come di consueto accade in archeologia, le tracce materiali delle varie fasi storiche di un sito, ma anche di acquisire un numero consistente di informazioni dallo studio dei resti scheletrici umani, che coprono un arco di tempo molto lungo, almeno dall’XI al XIX secolo. Conoscere Pozzeveri significa quindi fare un viaggio attraverso il tempo, dal Medioevo ad oggi, da un punto di vista piuttosto insolito: lo studio bioarcheologico dei resti materiali dei nostri antenati, che se opportunamente interrogati, ci possono trasmettere moltissime notizie su condizioni di vita, economia, alimentazione e malattie.

9 giugno 2018, ore 17:30

Auditorium della Biblioteca Civica Agorà

Piazza dei Servi – Lucca

Relatore: Antonio Fornaciari – archeologo – Università di Pisa e di Sassari (Presentazione PDF)

Antonio Fornaciari ha conseguito il dottorato di ricerca in Archeologia e Storia del Medioevo, Istituzioni e Archivi presso l’Università di Siena. E’ direttore scientifico del cantiere di scavo di Badia Pozzeveri (Altopascio – Lucca). I suoi principali campi di indagine riguardano l’archeologia funeraria, la paleopatologia, la storia della medicina e la storia della cultura materiale. E’ titolare dell’insegnamento di Archeologia Funeraria presso l’Università di Sassari. Collabora attivamente con la Divisione di Paleopatologia dell’Università di Pisa. E’ autore di oltre cento pubblicazioni tra archeologia, paleopatologia e storia delle medicina.

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